“C’è il senso di una pienezza ed intensità nella formazione delle immagini di Paolo Dell’Elce, c’è un bisogno espressivo di significati dove ha voce il silenzio che continua anche dopo l’ultimo segno, dopo l’ultima luce, l’ultimo albero grigio.

Il soggetto innocente sente lo sguardo su di sé, si presta alla messa in scena, entra nel tessuto del linguaggio, diventa costruzione visiva, luogo dell’evocazione, suono ed eco di una tensione interiore vivificata, che appartiene alla ragione stessa della sua vita, per dare durata all’indicibile, all’evento poetico che investe la sua coscienza portando la tensione verso la totalità.”

Mario Giacomelli

venerdì 15 aprile 2011

Fiori (2006)



















Il lavoro presentato da Paolo Dell’Elce è costituito da opere che indagano i processi linguistici dei nuovi mezzi d’acquisizione fotografica (scanner e fotocamera digitale) secondo una personale interpretazione fondendo il linguaggio e i materiali della fotografia analogica con le nuove tecniche digitali, giungendo ad una sintesi estetica estremamente personale che non lascia trasparire la complessità del processo creativo. Il tema scelto, “Fiori”, pone una continuità estetica e tematica nel lavoro svolto dall’autore dagli anni Settanta ad oggi individuando un punto di raccordo tra passato e futuro.
Il risultato di questa operazione estetica, a detta di molti artisti e critici, “restituisce un originale punto di vista sull’oggetto e la realtà, suggerendo uno sguardo biologico animale, quasi una possibile visione del fiore elaborata dagli insetti, o da altre entità biologiche le cui modalità di visione sono ancora presenti nel “corredo evolutivo” dell’essere umano.”