“C’è il senso di una pienezza ed intensità nella formazione delle immagini di Paolo Dell’Elce, c’è un bisogno espressivo di significati dove ha voce il silenzio che continua anche dopo l’ultimo segno, dopo l’ultima luce, l’ultimo albero grigio.

Il soggetto innocente sente lo sguardo su di sé, si presta alla messa in scena, entra nel tessuto del linguaggio, diventa costruzione visiva, luogo dell’evocazione, suono ed eco di una tensione interiore vivificata, che appartiene alla ragione stessa della sua vita, per dare durata all’indicibile, all’evento poetico che investe la sua coscienza portando la tensione verso la totalità.”

Mario Giacomelli

sabato 21 maggio 2011

Workshop Praga luglio 2011
















Workshop-la Fotografia e il linguaggio visivo

Praga città visibile


A cura di Paolo Dell’Elce e Giovanni Sacchetti

L’esperienza del guardare inteso come atto poetico è la peculiarità di questo workshop, il primo di una serie dedicata alle città d’Europa.

Ogni città è “come un cielo capovolto, rovesciato per terra, un altro universo che si sta spaziando o che sta pulsando”(Jean-Luc Nancy), luogo perennemente in trasformazione, stato nascente, che custodisce il principio vitale, la vibrazione originaria mediata dalla natura all’uomo e, da questi, estesa alle cose umane, al mondo.
La città non è solamente “oggetto”, o “sfondo” della ricerca fotografica, ma è piuttosto il luogo, spazio esistenziale dell’uomo, in cui si attivano dinamiche percettive, affettive, cognitive ed espressive.

Spazio relazionale e progettuale, campo semantico addirittura eccessivo, confuso, al punto di essere percepita come “un ingorgo di volontà significanti” (Jean-Luc Nancy), la città può favorire, invece, quella dimensione soggettiva, personale, del “vedere” come atto estetico puro, originario, poetico, libero da condizionamenti e sovrastrutture culturali.

“Vedere” come “sentire”, partecipare intimamente alla manifestazione del visibile, e imparare a restituirne l’emozione mediante una tecnica artistica.
Con la Fotografia, attraverso il suo linguaggio evocativo, possiamo accostare l’identità del luogo, le peculiarità, le contraddizioni, le relazioni con l’uomo e la sua vita.