“C’è il senso di una pienezza ed intensità nella formazione delle immagini di Paolo Dell’Elce, c’è un bisogno espressivo di significati dove ha voce il silenzio che continua anche dopo l’ultimo segno, dopo l’ultima luce, l’ultimo albero grigio.

Il soggetto innocente sente lo sguardo su di sé, si presta alla messa in scena, entra nel tessuto del linguaggio, diventa costruzione visiva, luogo dell’evocazione, suono ed eco di una tensione interiore vivificata, che appartiene alla ragione stessa della sua vita, per dare durata all’indicibile, all’evento poetico che investe la sua coscienza portando la tensione verso la totalità.”

Mario Giacomelli

martedì 2 novembre 2010

Books

Books (2010)



Il maestro Pinocchio

Le suggestioni cui eravamo esposti da bambini leggendo i libri di Salgari...è impossibile oggi trovare qualcosa di altrettanto coinvolgente...quello che si leggeva allora ci accompagnava nella vita quotidiana, ci impregnava di emozioni, ci caricava da un punto di vista esistenziale. 
Mi sono letteralmente allattato ai libri per ragazzi di cui la biblioteca scolastica era piena, per fortuna. Il bibliotecario, il maestro Finocchio, che noi avevamo ribattezzato Pinocchio, era un curioso ometto ormai in pensione che passava il suo tempo, nel pomeriggio, a riordinare la biblioteca scolastica e prestava i libri facendoci firmare un bellissimo registro con la sua ineffabile stilografica ad inchiostro viola...io, mia cugina Katia e mio cugino Franco, andavamo tutti i pomeriggi a prendere i libri, a volte semplicemente per il gusto di firmare il registro con quella bellissima penna stilografica...il maestro Pinocchio aveva una calligrafia d’altri tempi e teneva quel registro in modo impeccabilmente ordinato, graficamente era un capolavoro, ce l’ho ancora davanti agli occhi…Poi, una volta apposta la data e la firma ci consegnava il libro e una carezza, guardandoci stupiti ogni volta...spesso, prendevamo il libro e correvamo via per ritornare dopo qualche ora a riportarlo…lui ci guardava sorpreso e ci diceva: Ma li leggete i libri o li sfogliate?
Guardando con più attenzione il registro una volta mi sono accorto che c’erano sempre gli stessi nomi, quello mio e dei miei cugini e qualche altro nome...la piccola biblioteca scolastica praticamente era aperta solo per noi...e noi, tutti i pomeriggi andavamo a trovare il povero maestro Pinocchio per non deluderlo... anche più volte nello stesso pomeriggio. Un giorno trovammo la biblioteca smantellata e il maestro, qualcuno ci disse, non c’era più…non capimmo subito il senso di quella risposta e con la leggerezza dei nove anni, voltammo i tacchi correndo incontro alla bella giornata di sole che ci aspettava per le strade del quartiere.