“C’è il senso di una pienezza ed intensità nella formazione delle immagini di Paolo Dell’Elce, c’è un bisogno espressivo di significati dove ha voce il silenzio che continua anche dopo l’ultimo segno, dopo l’ultima luce, l’ultimo albero grigio.

Il soggetto innocente sente lo sguardo su di sé, si presta alla messa in scena, entra nel tessuto del linguaggio, diventa costruzione visiva, luogo dell’evocazione, suono ed eco di una tensione interiore vivificata, che appartiene alla ragione stessa della sua vita, per dare durata all’indicibile, all’evento poetico che investe la sua coscienza portando la tensione verso la totalità.”

Mario Giacomelli

mercoledì 16 marzo 2011

Nebbia d'aprile

Nebbia d'aprile (Ipovisioni anni 90)


Un giorno di aprile di tanti anni fa, il primo tepore della primavera, la spiaggia affollata di ragazzi che giocano, improvvisamente scende una fitta coltre di nebbia mentre due signore anziane si avviano in una lenta, incoerente, passeggiata sulla spiaggia...