“C’è il senso di una pienezza ed intensità nella formazione delle immagini di Paolo Dell’Elce, c’è un bisogno espressivo di significati dove ha voce il silenzio che continua anche dopo l’ultimo segno, dopo l’ultima luce, l’ultimo albero grigio.

Il soggetto innocente sente lo sguardo su di sé, si presta alla messa in scena, entra nel tessuto del linguaggio, diventa costruzione visiva, luogo dell’evocazione, suono ed eco di una tensione interiore vivificata, che appartiene alla ragione stessa della sua vita, per dare durata all’indicibile, all’evento poetico che investe la sua coscienza portando la tensione verso la totalità.”

Mario Giacomelli

martedì 9 novembre 2010

Komendantskij Prospect

muratori a Komendantskij Prospect

Ania e Muza, ottobre 2008

Komendantskij Prospect, San Pietroburgo, ottobre 2008











Komendantskij Prospect

Tenera periferia di dolore
dove le parole
sono lame affilate
e cruda è la voce
che le scaglia.
La notte
i muratori volteggiano
a cinquanta metri dal suolo
sul fabbricato.
Funamboli senza rete.
Nemmeno la pioggia battente
ferma la Produzione.
Li guardo ogni sera al rientro.
Rassicuranti
come il caldo artificiale
di queste case russe.
Eppure anche qui
il cielo  è immenso.
E sotto questo cielo
d’acqua pesante
la vita continua.
Pietra su pietra.

San Pietroburgo, ottobre 2008