“C’è il senso di una pienezza ed intensità nella formazione delle immagini di Paolo Dell’Elce, c’è un bisogno espressivo di significati dove ha voce il silenzio che continua anche dopo l’ultimo segno, dopo l’ultima luce, l’ultimo albero grigio.

Il soggetto innocente sente lo sguardo su di sé, si presta alla messa in scena, entra nel tessuto del linguaggio, diventa costruzione visiva, luogo dell’evocazione, suono ed eco di una tensione interiore vivificata, che appartiene alla ragione stessa della sua vita, per dare durata all’indicibile, all’evento poetico che investe la sua coscienza portando la tensione verso la totalità.”

Mario Giacomelli

lunedì 6 dicembre 2010

Ottobre

Adriano Lapi


Mi portò amore, odio, solitudine, sensazioni eteree e amarezza profonda più di un mare di Dio. Sono in bilico tra scirocco e freddo.
Nulla mai riuscì a isolarmi.
Perciò rincorsi il mantello di una sconosciuta. E in quest'affanno perdevo sempre i confini tra realtà e sogno.

Adriano Lapi, "Gli altri racconti", Edizioni Tracce, 1989